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ANTONIN ARTAUD

"Se sono poeta o attore non lo sono per scrivere o declamare poesie, ma per viverle. Quando recito una poesia non è per essere applaudito, ma per sentire corpi d'uomini e di donne, dico corpi, tremare e volgersi all'unisono con il mio". (Antonin Artaud)
Biografia Vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Antonin_Artaud
Una piccola introduzione prima di parlare del libro sacro messicano che studiò e che lo colpì profondamente, il POPOL-VUH Artaud poeta
Il mondo è stato crudele con Antonin Artaud. Lo è sempre con gli spiriti troppo sensibili. In perenne lotta contro gli altri (dalla polemica contro i surrealisti, movimento di cui lui aveva fatto parte, in maniera più genuina di chiunque altro, al suo arresto per vagabondaggio ed alle allucinanti cure in ospedale psichiatrico con le aberranti torture dell'elettroshock) e contro se stesso (che cos'è d'altronde Révolte contre la poésie - suo scritto - se non una negazione di se stesso?) il visionario poeta-attore marsigliese ha rappresentato una figura unica ed assoluta nel panorama della letteratura.
Sopra un poeta morto
La sua anima di poeta ahimé era partita Tra i suoni musicali e gotici di una sera E meravigliosamente tra le sartie nere Il sole inclinava la sua carena ingiallita.
Allora ero venuto nella mia malinconia A vedere la spoglia di quest'uomo divino A vedere la bellezza dove si forma come un repositorio Il pensiero sublime scintillante e fiorito.
Gli organi del mare facevano un rumore di folla Le funi rantolavano con un rumore d'onda Tra le fiamme d'oro di ceri che piangevano.
E voci s'innalzavano dal velluto e dall'oro Del grande vascello che processioni adornavano Ai suoni dolcissimi emessi dai flauti della morte.
I germi dell'eccentricità del poeta sono evidenti: basti pensare all'appropriazione di The Haunted Palace di Poe, tradotto liberamente e rielaborato dal poeta, che lo sentiva vicino emotivamente. Tric Trac Del Cielo è lo spartiacque tra l'influenza del decadentismo ed il suo successivo surrealismo. E giungiamo così alle Poesie (1924-1935) in cui i germi che minavano le impalcature classiche delle poesie precedenti trovano fertile terreno su cui germogliare.
Antonin Artaud diviene l'esponente più sincero e genuino del surrealismo, distanziandosi dal manierismo e dalle forzature schematiche di certi suoi contemporanei. La collaborazione con Breton e gli esponenti del movimento durò dal 1924 al 1926, quando Artaud venne messo alla berlina per il suo atteggiamento renitente nei confronti della rivoluzione comunista e del dogmatismo ideologico del gruppo. La magia interesserà il poeta lungo il corso della sua vita, e sarà al pari della poesia e della religione negata e rigettata, in quanto cercata come strumento di redenzione, ed incapace di mantenere le promesse vagheggiate. Sintesi delle molteplici suggestioni e significati diviene la figura della mummia, protagonista dei due testi La mummia appesa ed Invocazione alla mummia, e ripresa nel brano Corrispondenza con la mummia incluso nei Testi Surrealisti.
Invocazione alla mummia
Queste narici di pelle e d'ossa dove iniziano le tenebre dell'assoluto e il dipinto di queste labbra che tu chiudi come un tendaggio
E quest'oro che ti scivola in sogno spogliandoti la vita delle ossa e i fiori di questo sguardo finto da cui raggiungi la luce
Mummia le mani affusolate ti rivoltano i visceri, queste mani in cui l'ombra spaventosa prende figura d'uccello
Tutto ciò di cui s'adorna la morte come per un rito vago, queste chiacchiere d'ombra e l'oro in cui nuotano i tuoi neri visceri
E' là che ti raggiungo, lungo la strada calcinata di vene e il tuo oro è come le mie pene, peggiore testimone e più sicuro.
La figura della mummia diviene il simbolo della condizione dell'uomo moderno, in stato di morte apparente, tramite tra il mondo temporale l'eternità spirituale. Figura limite nella quale trasfigurerà lo stesso poeta in Artaud Le Momo (da 'Momo'che in Marsigliese significa pazzo, ma in spagnolo 'maschera', e ancora simile a 'momie' (mummia) e a Momos, divinità greca dello scherno), quando, dopo aver subito anni di internamento ed elettroshock, cercherà di stravolgere la poesia e qualsiasi regola letteraria e del linguaggio attraverso gli 'esorcismi' e le 'glossolalie', disperato tentativo di esprimere qualcosa d'inesprimibile con il linguaggio: il dolore e l'umiliazione
Testo tratto da www.ilcancello.com/recensioni%20poe...toninartaud.htm
Artaud commediografo, attore, regista teatrale
Nell’idea di un mondo malato, il teatro diventa di conseguenza strumento di guarigione possibile solo grazie a trattamenti d’urto.

Figura dominante dell’avanguardia teatrale francese, dopo lunghi periodi in case di cura, nel 1920 si stabilì a Parigi, dove fu attore di teatro e cinema: di rilievo la sua interpretazione del monaco Massieu nel film “La passione di Giovanna d’Arco” di Carl Theodor Dreyer, che proprio con questa pellicola si consacrò regista di fama internazionale, facendo nell’occasione un uso ardito ed insolito del primo piano. Fu in quel periodo che Artaud decise di partecipare al surrealismo, ma subito si allontanò polemicamente da questo movimento per fondare insieme con Roger Vitrac e Robert Aron il Theatre Alfred Jarry, che venne inaugurato nel 1927 con la sua pochade “Il ventre bruciato o la madre folle”. Un’esperienza di gestione di una sala teatrale destinata a concludersi dopo due intense stagioni di rappresentazioni: furono messi in scena testi di Gor’kij, Strindberg, Paul Claudel.
Tra il 1931 e il 1936 Artaud elaborò la propria teoria de “il teatro della crudeltà” in numerosi articoli e saggi, che poi confluirono nel volume "Il teatro e il suo doppio" (edito nel 1938), in cui l’autore giunse a sottolineare quanto il teatro occidentale fosse limitato a certe esperienze umane in relazione ad alcune problematiche psicologiche individuali e a tematiche sociali proprie di alcuni nuclei. "Il teatro della crudeltà” si pone alla ricerca di un mondo non contaminato dalla cultura occidentale: notevole è l’influenza esercitata su Artaud dal teatro balinese, che durante l’esposizione coloniale del 1931 lo scrittore aveva potuto conoscere bene. Lo scopo ultimo è generare nel pubblico un’esperienza simile a quella religiosa, durante la quale si possa arrivare ad essere in comunione con tutti e nel contempo purificarsi da quei sentimenti “bestiali”, quale l’odio, attraverso la manifestazione indotta degli stessi. Nell’idea di un mondo malato, il teatro diventa di conseguenza strumento di guarigione possibile solo grazie a trattamenti d’urto. Abbandonando la parte razionale dell’uomo bisognava lavorare sui sensi e per raggiungere il fine ultimo si doveva in qualche modo costringere lo spettatore a guardarsi dentro. Una “crudeltà” chiaramente interiore, nulla di fisico: egli mirava a toccare l’istinto, stimolando l’attore ad immergersi fino alle radici del proprio io e il pubblico astante a partecipare completamente da un punto di vista emotivo, in modo tale che, terminato lo spettacolo, stravolto e purgato, si allontanasse trasformato spiritualmente.

Abbandonando l’idea dell’edificio-teatro tradizionale, egli proponeva di far svolgere l’azione all’interno di spazi industriali in disuso o in hangar, in modo da circondare e coinvolgere totalmente gli spettatori: arrivò anche a dotarli di sedie girevoli, che portassero a seguire l’azione a 360 gradi e in ogni direzione e luogo, senza usare alcuna scenografia. Sia per le sonorità, sia per le luci, Artaud cercò effetti inauditi per l’epoca: preferiva fasci di luce variabili nei cromatismi, suoni stridenti acuti, dissonanti nelle varie tonalità. In fondo, questi costituivano anche dei mezzi per scuotere gli spettatori, per giungere immediatamente ai loro sensi. Tentativo di realizzare il suo ideale nel teatro fu il testo "I Cenci", in cui impiegò un congegno elettrico per poter far alzare e abbassare il volume a suo piacimento, creando, con la voce umana distorta, suoni inarticolati, guaiti, poiché voleva attuare dissonanze e modulazioni.

Per comprendere bene il lavoro complessivo di Artaud, occorre partire dal fatto che lo scrittore orientò la propria ricerca artistica come inscindibile dall’esperienza esistenziale. Fino a teorizzare la costruzione di forme teatrali capaci di utilizzare un linguaggio accessibile anche agli analfabeti, mentre l’ignoranza veniva intesa positivamente quale sapere vissuto dalla carne e conoscenza condivisa fra tutti gli esseri umani. In quest’ottica, l’arte assume il dovere sociale di dare sfogo alle angosce della propria epoca e l’artista si trasforma in un capro espiatorio salvifico, su cui far ricadere la collera dei contemporanei. Franco Manzoni www.leadershipmedica.com/sommari/20...ro/articolo.htm
Antonin Artaud ebbe grande influenza anche nel teatro d’avanguardia di Carmelo Bene
http://it.wikipedia.org/wiki/Carmelo_Bene www.cinemedioevo.net/Film2/bene.htm
Nei prossimi post Artaud e il Popol Vuh
Edited by tarn - 27/3/2011, 23:18
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